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Etichettatura alimentare: in Gazzetta il nuovo regolamento europeo sulla sicurezza

Nuovo Regolamento EU informazioni ai consumatori

Dopo un prolungato braccio di ferro tra le istituzioni europee durato ben 4 anni, è stato finalmente pubblicato in Gazzetta ufficiale il Regolamento Ue n. 1169 del 25/10/2011, 9 definito da Confagricoltura come “Un passo avanti verso la sconfitta della piaga dell’italian sounding” e la contraffazione ingannevole dei prodotti alimentari apparentemente Made in Italy ma in realtà provenienti da altre nazioni.

Il nuovo regolamento fissa nuove regole per l'etichettatura degli alimenti. Le principali novità riguardano la dimensione minima dei caratteri, per migliorare la leggibilità, e l'obbligo di fornire i valori nutrizionali. Per l'adeguamento delle confezioni ci sono 3 anni di tempo, sono stati invece concessi 5 anni per l'etichetta nutrizionale obbligatoria.

Abbastanza positiva anche la Coldiretti soprattutto per una questione di sicurezza alimentare in quanto la norma è stata adottata in seguito alle pressioni delle emergenze alimentari che si sono succedute in Europa negli ultimi tempi (come il batterio killer, i maiali alla diossina, la mozzarella blu e la mucca pazza) e che secondo Coldiretti “avrebbero dovuto spingere le Istituzioni comunitarie a scelte più immediate soprattutto per quanto riguarda l’obbligo di indicare la provenienza in etichetta delle materie prime impiegate negli alimenti che per alcune categorie di prodotti è stato dilazionato nel tempo.”.

Tra i provvedimenti più importanti del regolamento infatti, spiccano anche l’obbligo di indicare nelle etichette il Paese d’origine o il luogo di provenienza di tutte le carni fresche, così come era stato fatto per quella bovina sulla scia della mucca pazza e per estenderla anche a maiale, pollame, agnello e capra; per quanto riguarda invece le carni trasformate in salumi e latte e/o derivati, l’obbligatorietà d’indicazione verrà dilatata in tappe in un lasso di 2 e 3 anni.

Altre modifiche riguardano le tabelle nutrizionali che dovranno riportare in maniera comprensibile il contenuto energetico degli alimenti confezionati e le percentuali di grassi, acidi grassi saturi, carboidrati, proteine, zuccheri, sale espresse per 100 g o 100 ml di prodotto. La presenza di allergeni dovrà essere indicata in grassetto nella lista degli ingredienti per gli alimenti confezionati ma anche per i cibi non imballati, come quelli serviti nelle mense e nei ristoranti, dovrà essere possibile al consumatore reperire tali informazioni.

Per qualsiasi ulteriore chiarimento non esitate a contattarci, un team di esperti è a vostra completa disposizione: info@networkconsultingitalia.it

Data 05/01/2012 Fonte: Azienda
 
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